Città d’arte

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Agrigento  Rinomata è la Valle dei Templi, d’obbligo è, un giro della città attuale che conserva mirabili esempi di edifici, come l’abbazia di Santo Spirito del XIII secolo, con l’attiguo ex monastero, sicuramente uno dei più belli della Sicilia, che conserva il chiostro con portali gotici, la Sala Capitolare con un magnifico portale e l’antico refettorio anch’esso con arcate gotiche. Interessante è visitare il Duomo dell’ XI secolo, ricostruito successivamente, che presenta una semplice facciata e un massiccio campanile trecentesco e conserva anche un “tesoro” con alcuni preziosissimi pezzi di oreficeria ed il “Museo Diocesano” che contiene il notissimo sarcofago di Fedra, sublime opera scultorea romana del II–III secolo. Da non perdere inoltre, il Museo Archeologico che conserva mirabili esempi di sculture, vasi, sarcofagi, terrecotte e altri oggetti provenienti dagli scavi archeologi della valle dei Templi e di altri siti archeologici dell’agrigentino, fra cui spicca per la sua bellezza la statua marmorea del cosiddetto Efebo di Agrigento.

Catania  Dentro la città si possono scoprire i segreti e le meraviglie nascoste di luoghi magicamente scolpiti nel tempo. Cultura, origini, tradizioni e storia di una città dall’atmosfera magica dove il folklore trova l’espressione più veritiera nella festa di S. Agata e nei mercati storici. Di fondamentale importanza è una visita in piazza del Duomo, cinta da palazzi barocchi, al centro della piazza è posta la Fontana dell’elefante, un monumento molto particolare e simbolo della città, composto da un elefante di lava che regge un obelisco egiziano. Sul lato nord della piazza sorge il magnifico Palazzo del Municipio e sul lato opposto il Palazzo dell’ex seminario dei Chierici. Sul lato est spicca maestosa l’architettura del Duomo, in prossimità troviamo lo splendido Palazzo Biscari, magnifico esempio di barocco catanese settecentesco ed il grandioso Monastero Benedettino di S. Nicolò l’Arena, edificato originariamente nel 1558, ricostruito dopo il terremoto del 1693 e ampliato ancora su impianto più grandioso nel 1703. Il Castello Ursino, fatto costruire da Federico II di Svevia, ospita oggi il Museo Civico. Importanti la scenografica via Etnea, salotto storico di Catania, e la Via dei Crociferi con le sue superbe chiese tra cui quella di San Benedetto e San Giuliano. Fra le testimonianze di epoca classica troviamo il Teatro Greco e l’Anfiteatro Romano. Un ricco cartellone operistico e sinfonico si tiene nello stupendo Teatro Massimo.

Taormina  La visita comincia attraversando Porta Messina, seguendo il Corso Umberto I e giungendo presto alla Piazza Vittorio Emanuele II con il Palazzo Corvaja, edificio composto da più aggregazioni successive con un corpo centrale di origine araba, un altro normanno e un altro ancora aragonese con splendide trifore e bifore che prospettano sulla piazza. Da Piazza Vittorio Emanuele II si diparte una strada che conduce al Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina per il suo fascino inconfondibile e per la vista bellissima sul litorale di Naxos, con la sagoma imponente dell’Etna sullo sfondo. Percorrendo il Corso Umberto I si notano i magnifici scorci offerti dalle stradine medioevali e si incontrano nell’ordine il Belvedere, la piccola Chiesa di S. Agostino, la Chiesa di S. Giuseppe, la Torre dell’Orologio, la Porta di Mezzo e la Piazza del Duomo con la Basilica Cattedrale di S. Nicolò del XIII secolo, riedificata nei secoli XV e XVI e rimaneggiata ancora nel ‘700. La Basilica presenta un portale seicentesco, delle monofore quattrocentesche, una merlatura posticcia che corona l’edificio ed un interno a pianta basilicale a tre navate, con numerosi dipinti quattrocenteschi. Il Palazzo dei Duchi di S. Stefano si trova di seguito e conclude il percorso con la Porta Catania.  

Palermo  Una visita a Palermo è come un viaggio sulla macchina del tempo: testimonianze fenicie, bizantine, arabo-normanne, spagnole scorreranno davanti ai vostri occhi in un intrecciarsi unico e prezioso. La visita di Palermo prevede un’obbligatoria sosta alla Cattedrale, costruita nel 1145, che presenta una sovrapposizione di stili dati dalle aggiunte succedutesi nel tempo. Infatti la facciata principale conserva l’aspetto dei secoli XVI e XV. Molto suggestivi da visitare due luoghi dalle tipologie diverse: le catacombe dei Cappuccini ed il caratteristico mercato della “Vucciria”. I teatri, entrambi in stile neoclassico, sono il Massimo e il Politeama. Il cuore storico ed artistico della città è rappresentato dai quartieri che gravitano intorno alle due arterie principali: via Vittorio Emanuele e via Maqueda che s’incontrano ad angolo retto nei famosi “Quattro Canti”, per via dei quattro angoli smussati dei palazzi barocchi che vi prospettano, ornati di statue e fontane. Vicino si apre la piazza Pretoria con l’imponente palazzo Senatorio o del Municipio, detto anche palazzo delle Aquile, la chiesa di S. Caterina e la grandiosa fontana Pretoria, del 1555, opera del fiorentino Francesco Camilliani. Di seguito si può ammirare la chiesa della Martorana, chiamata anche Santa Maria dell’Ammiraglio, prezioso gioiello dell’arte normanna, edificata nel 1143 dall’ammiraglio Giorgio d’Antiochia ed in seguito alterata da una facciata barocca.

Cefalù  Situata ai piedi del Parco delle Madonie, i Normanni vi lasciarono la loro Cattedrale più bella, fondata dal re Ruggero nel 1131, la cui edificazione si completò in oltre cento anni. Da non perdere, attiguo alla chiesa il chiostro dal quale si possono ammirare il complesso dei fianchi e delle absidi della Cattedrale. Da vedere, inoltre, il Palazzo Vescovile del 1793, il Palazzo Piraino con un portale cinquecentesco e l’ex monastero di S. Caterina, oggi sede del Municipio. Poco al di là della Piazza del Duomo si trova il Museo della Mandralisca che raccoglie nelle sue sale ceramiche greche e arabe, antiche monete sicule, vasi dipinti e altre opere d’arte fra cui il famoso “Ritratto di ignoto” di Antonello da Messina del 1465-70. Da visitare è la Fontana, situata sulla scogliera, che presenta interessanti resti di fortificazioni arcaiche composte da grandi blocchi di forma poligonale alla base, con nella parte superiore rifacimenti medievali o moderni. Per la Via Vittorio Emanuele si giunge, protetto da un cancello, ad un lavatoio medievale scavato nella roccia. Una passeggiata sulla rupe, seguendo il Vicolo dei Saraceni, porta ai ruderi del Tempio di Diana del IX secolo a.C. e al Castello Medievale.

Ragusa  La prima scenografica visione di Ibla, dominata dalla cupola del Duomo, si ha dalla terrazza antistante la chiesa di Santa Maria delle Scale. Scendendo lungo i 250 gradini che si dipartono dalla chiesa, ci si immerge per la prima volta nel cuore di  Ibla. Palazzo della Cancelleria, nelle immediate vicinanze sorge la chiesa di Santa Maria dell’Idria con il suo caratteristico campanile decorato con colorate ceramiche di Caltagirone. Alla fine della scalinata sorge Palazzo Cosentini che, con i suoi balconi settecenteschi, costituisce l’emblema del barocco siciliano a Ibla. Dalla costruzione emergono eleganti balconi sorretti da mensoloni ornati da figure umane, ma anche da mostri, animali, facce orribili e al tempo stesso sublimi.  Nei pressi, si apre la piazza occupata dalla chiesa del Purgatorio che sorge nelle immediata vicinanze del palazzo nobiliare barocco della famiglia Sortino – Trono.  Più avanti, la strada sfocia in Piazza Duomo, nella parte alta della quale si trova la splendida Chiesa dedicata a San Giorgio e realizzata nel Settecento dal capomastro Rosario Gagliardi, architetto siciliano, nativo di Siracusa e attivo a Noto. La piazza è circondata da numerosi palazzi nobiliari. Uscendo dal duomo si può effettuare una escursione nella parte alta di Ibla, dalla quale, oltre alla cupola neoclassica, si  possono ammirare le caratteristiche casette che la circondano e tanti altri angoli di arte barocca oltre, a spendidi palazzi appartenenti alle famiglie nobiliari.

Siracusa  Tra le più belle del Mediterraneo, ricca di storia e di monumenti, Siracusa esprime tutta la varietà e complessità dalla preistoria ai giorni nostri. In una posizione fortunata (una grande terrazza calcarea che si affaccia sulla sottostante linea costiera) e dotata di un magnifico porto naturale, la citta odierna è divisa tra una parte vecchia Ortigia, e una nuova di recente espansione. La citta vecchia, che insiste su un isolotto, mostra immediatamente il fascino di un luogo che ha visto succedersi e stratificarsi, in oltre tremila anni, espressioni importanti delle maggiori civiltà del Mediterraneo. Comunque capiti di percorrerla, secondo precisi itinerari o affidarsi al caso, s’incontra sempre il mare: il grande porto naturale con il suo stupendo tramonto, il mercato, gli odori per le strade, i menu di pesce dei ristoranti. E’ impossibile riassumere la ricchezza monumentale di Ortigia. Ogni cosa ad Ortigia riporta al mare ed è grazie a questo rapporto che la citta antica deve il suo fascino e la sua ricca storia. Visitare Ortigia, l’anima di Siracusa, è un esperienza piacevole ed insieme profonda: un lungo viaggi in appena un chilometro quadrato tra templi greci e chiese cristiane, palazzi svevi, aragonesi e barocchi, cortili, vicoli arabi, botteghe e grandi edifici pubblici.

Noto  La sua bellezza, così armoniosa da sembrare una finzione, la scena di un teatro, nasce da un fatto tragico: il terremoto del 1693. Fra le espressioni della sua architettura maggiore annoveriamo la Cattedrale con la scalinata, San Domenico, Palazzo Nicolaci, Palazzo Ducezio. I palazzi sono maestosi, tutti costruiti nella pietra calcarea locale, tenera e compatta, dal candore che il tempo ha colorato creando quella magnifica tinta dorata e rosata che la luce del tramonto accentua, questa ricostruzione, condotta dal Duca di Camastra, rappresentante a Noto del vicerè spagnolo, partecipano molti artisti siciliani, tra i quali Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi, che, influenzato da Borromini, è forse uno dei più inventivi. La città viene costruita come se fosse una scenografia, studiando e truccando le prospettiva in modo singolare, giocando con le linee e le curvature delle facciate, con le decorazioni delle mensole, i riccioli e le volute, i mascheroni, i putti, i balconi dai parapetti in ferro battuto che si piega in forme aggraziate e panciute.