Agrigento

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Agrigento Offre al visitatore un incantevole scenario paesaggistico in cui si collocano itinerari che vanno dalla bellezza e varietà dei paesaggi, alla dolcezza del clima, all’azzurro del cielo e del mare, a cui si aggiungono la ricchezza del patrimonio archeologico alla testimonianza della civiltà di diversi popoli stanziati in Sicilia in tremila anni di storia. Da visitare la Valle dei Templi dove si possono ammirano le superbe rovine del Tempio di Giove Olimpico, uno dei più grandiosi dell’antichità greca, quindi il Tempio di Castore e Polluce, diventato l’emblema di Agrigento. Andando avanti troviamo il Tempio di Ercole, il più antico dei templi di Akragas e quindi il Tempio della Concordia, il meglio conservato di tutti i templi greci e una delle più perfette creazioni dell’architettura dorica, eretto nel V secolo a.C. in seguito convertito in chiesa cattolica intitolata a San Giorgio nel VI secolo d.C., e infine il Tempio di Giunone posto sulla sommità di un colle, maestoso e solitario, il più affascinante e misterioso. E’ d’obbligo un giro della città attuale che conserva mirabili esempi di edifici, come l’abbazia di Santo Spirito del XIII secolo, con l’attiguo ex monastero, sicuramente uno dei più belli della Sicilia, che conserva il chiostro con portali gotici, la Sala Capitolare con un magnifico portale e l’antico refettorio anch’esso con arcate gotiche. Interessante è visitare il Duomo dell’ XI secolo, ricostruito successivamente, che presenta una semplice facciata e un massiccio campanile trecentesco e conserva anche un “tesoro” con alcuni preziosissimi pezzi di oreficeria ed il “Museo Diocesano” che contiene il notissimo sarcofago di Fedra, sublime opera scultorea romana del II–III secolo. Da non perdere inoltre, il Museo Archeologico che conserva mirabili esempi di sculture, vasi, sarcofagi, terrecotte e altri oggetti provenienti dagli scavi archeologi della valle dei Templi e di altri siti archeologici dell’agrigentino, fra cui spicca per la sua bellezza la statua marmorea del cosiddetto Efebo di Agrigento.

Sciacca Dominata dalla grande piazza delle terme che si affaccia verso l’Africa, a due passi dai templi di Selinunte e di Agrigento e del teatro di Eraclea Minoa. Sciacca fu anche la scenografia naturale di film noti come “In nome della legge” e “Sedotta e abbandonata”: Fellini infatti ne era innamorato e suggerì al regista Pietro Germi di girarvi le sue pellicole. Gli angoli marinari, quelli dell’artigianato e quelli sacri di questa incantevole cittadina sono così rimasti impressi negli occhi di tutti gli italiani. Le origini di Sciacca sono antichissime, probabilmente al tempo dei Sicani o dei Fenici. Nel VII a. C., secondo Tucidide , gli abitanti di Selinunte avevano costruito, come confine del loro territorio, un castello che prese il nome di Terme Selinuntine. Le prime testimonianze che il territorio di Sciacca fosse abitato nella preistoria sono convalidate dai reperti di scheletri umani e da alcuni massi intagliati, che probabilmente servivano per sedersi o dormire. Alcuni segni grafici, meglio visibili nel periodo in cui visse il Fazello, si sono quasi cancellati, ma recenti studi ne hanno confermato l’esistenza. Questi importantissimi segnali di civiltà remota si sono trovati nella Grotta Stufa, sulla vetta del Monte Cronio, odierno Monte san Calogero Sembra certo, pertanto, che sin dai tempi più antichi, l’uomo abbia trovato in questo monte il sollievo che scaturiva dalle sue sorgenti. Secondo la leggenda, i Bagni a vapore (le cosiddette Stufe di San Calogero) sul Monte Cronio sarebbero stati impiantati da Dedalo circa mille anni prima dell’era cristiana. Le ceramiche ritrovate nelle grotte del Monte Cronio, risalenti al periodo di transizione fra l’età della pietra e quella del bronzo, I Saccensi, così vengono chiamati gli abitanti di Sciacca, ritengono che l’antica città fosse ubicata nella valle formata dal Monte Nadore e dal Monte San Calogero, a circa sei chilometri dall’odierna cittadina. In questo posto sono venuti alla luce avanzi di fondamenta di grandi dimensioni. Ciò confermerebbe l’esistenza dell’antica città abitata da popolazioni sicane. Le iscrizioni fenicie, invece, ne confermerebbero il passaggio.

Eraclea e Minoa Un paesaggio aspro quasi desertico se non fosse per il mare che lambisce le dune di sabbia. E’ lo scenario di Eraclea e Minoa, un antico stanziamento coloniale miceneo in provincia di Agrigento. I resti archeologici di questa civiltà sorgono su un promontorio che digrada verso il mare, vicino a Capo Bianco. Una bella e lunghissima spiaggia è delimitata dall’alta parete bianca del capo e verso sud-est, da un’estesa pineta. Il fascino della storia che si lega alla bellezza paesaggistica creando un’atmosfera unica e incantata. Per arrivare agli antichi resti si percorre una strada circondata da bianche dune che si sono create dai residui degli scogli. La città di Minoa fu, molto probabilmente, fondata nel VI secolo a. C. dai greci della vicina Selinunte. Il nome Eraclea fu aggiunto successivamente in onore di Eracle. Nel III secolo a. C. la città passò in mano ai romani e divenne teatro di diverse guerre e progressivamente abbandonata. Nel corso del tempo Eraclea Minoa ha sempre esercitato, e continua ad esercitare, un fascino inestimabile su tutti i suoi visitatori con la sua spiaggia bianca, alla destra della quale si estende una grande pineta, fino all’antica città che resta lì come baluardo della storia.

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Sports and nature Oasi Torre Salsa Situata nel comune di Siculiana (AG) tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa, all'interno di un sito d'Importanza comunitaria . Le falesie di gesso di Torre Salsa si alternano alle marne calcaree a Globigerina, ricoperte talvolta da strati di argilla. Ricca la vegetazione erbacea e arbustiva. Al suo interno si estende un'area umida. L'antica torre di avvistamento è sulla sommità di un piccolo promontorio. Anche in inverno, chi ama camminare può scoprire che fare trekking a Torre Salsa, seguendo l'attrezzato sentiero natura che si snoda all'interno della riserva gestita dal WWF nella parte occidentale della provincia di Agrigento, è un'esperienza da non perdere. Nel selvaggio e incontaminato territorio che si allunga tra le spiagge del borgo turistico di Siculiana Marina e le rovine dell'antico insediamento ellenistico di Eraclea Minoa, l'area protetta - aperta al pubblico 365 giorni all'anno - offre un panorama magico fatto di falesie di gesso, marne calcaree, spiagge solitarie, paludi e acque trasparenti.

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