Descrizione

Hotel Luogo ideale per trascorrere una vacanza indimenticabile grazie alla sua posizione sul mare e a pochi passi dal centro storico. Trattamento: Pernottamento e prima colazione. Posizione: Situato in zona tranquilla, nel centro dell’incantevole Golfo di Castellammare.

Dall’interno dell’hotel, percorrendo una scalinata, è possibile raggiungere una caletta di ciottoli, un rifugio tranquillo dove rilassarsi al sole e bagnarsi nell’acqua limpida del mare. Poco distante si trova la spiaggia Playa di sabbia fine, attrezzata con sdraio e ombrelloni.

Camere: 57 camere ampie e luminose, arredate con cura e dotate di ogni confort. La maggior parte delle camere dispone di balcone o finestra con vista sul mare. L’albergo è dotato inoltre di camere per ospiti diversamente abili, 1 suite e 4 junior suite con ampia terrazza da cui si può godere la splendida vista del golfo.  Le camere sono dotate servizi con vasca idromassaggio o doccia e phon, telefono, Wi-Fi, TV-Lcd, frigobar, cassaforte, aria condizionata.

Ristorazione: Colazione a buffet, durante la stagione estiva viene servita all’aperto nel tipico cortile mediterraneo. Ristorante esterno convenzionato per pranzo e cena.

Servizi: Hall con bar, internet point, Wi-Fi, pool bar, sala meeting, sala lettura/TV, ascensore, piscina con zona per bambini. Garage a pagamento in loco. Animali non ammessi. Servizio bike. Si accettano carte di credito. A pagamento: bevande e consumazioni extra. L’hotel dispone inoltre, di una sala convegni dotata dei più moderni sussidi audiovisivi che può ospitare fino a 180 persone, sede ideale per meeting, convention aziendali, conferenze, congressi, corsi di formazione e showroom.

Spiaggia: Accesso privato ad una tranquilla caletta di ciottoli, non attrezzata, raggiungibile dall’interno dell’hotel, percorrendo una scalinata. A soli 500 mt si trova inoltre la spiaggia Plaia di sabbia fine con lido convenzionato che effettua il servizio navetta.

Servizi aggiuntivi: Possibilità di abbinare trasferimenti da e per l’aeroporto di Palermo.

Trapani

TrapaniTrapani Situata nella parte estrema della Sicilia occidentale si offre al visitatore con un territorio vario e sempre diverso per i paesaggi e i colori che lo compongono. L’azzurro del mare limpidissimo che lambisce le coste che alternano spiagge a scogliere, il bianco delle Saline, il verde dei vigneti e degli uliveti, delle campagne dell’entroterra

Sports & nature

La riserva Naturale dello Zingaro Chi vuole immergersi in una natura senza tempo, dove passato e presente si fondono, deve visitare questa riserva. Tra Scopello e San Vito lo Capo si estende per circa sette chilometri e costituisce la prima riserva naturale istituita dalla regione, il tratto costiero risulta caratterizzato da alte falesie intervallate da bianche calette bagnate sul mare turchese, raggiungibili a piedi dal sentiero principale. Altri percorsi consentono d’inoltrarsi nell’oasi e passeggiare tra palme nane, grandi carrubi e altri esemplari di vegetazione mediterranea. La riserva si visita solo a piedi, nulla deve disturbare la quarantina di specie di uccelli che qui nidificano (tra questi l'Aquila del Bonelli, la Poiana, il Nibbio, il Gheppio) e la fauna endemica. Molte piante che crescono qui sono rare e caratteristiche della zona; gli alberi che vivono sulle pendici dei rilievi che ricadono nella riserva sono carrubi, olivi, frassini, qualche fusto da sughero; le piante più frequenti l'euforbia e il lentrisco. Lo Zingaro è famoso per il suo mare di un blu intenso, le sue calette silenziose e protette da rocce a picco dove il falco volteggia alla ricerca di prede, per i suoi fondali limpidi e ricchi di pesce e grotte sottomarine. Ma non è solo questo. Nella riserva rientrano diverse vette, che raggiungono un'altezza massima di circa mille metri e se a ridosso della costa sono rimaste le testimonianze della vita di ottomila anni fa - la grotta dell'Uzzo - al suo interno sono visibili ancora oggi resti di una civiltà contadina molto più recente, che merita di essere ricordata. Nello Zingaro sono rimasti alcuni oliveti, dei mandorleti, dei frassineti e anche una parte di terra dedicata a seminativo, che si trova intorno al Borgo Cosenza, a circa settecento metri di altitudine sul mare; una parte di queste coltivazioni è ancora attiva, un'altra parte è di privati e viene coltivata dai proprietari. In entrambi i casi, comunque, vengono applicati i metodi di coltivazione e raccolta tradizionali. Il progetto di recupero del "Baglio Cosenza" (abbandonato del tutto nei primi anni '50) rientra nei programmi della Riserva: conservare in loco le testimonianze della cultura materiale, e restituire dignità e vita a quella realtà sociale ed economica. La riserva è perfettamente fruibile da tutti; tre sono i percorsi classici: il primo corre lungo la costa da un limite all'altro della riserva (è il più frequentato, e anche il meno impegnativo), il secondo procede a zig zag sul territorio, incrociando la costa e le vette (più impegnativo), il terzo è riservato ai più sportivi poiché attraversa tutto lo Zingaro dall'alto al basso. Ci sono sentieri e posti dove riposarsi, vecchie case coloniche restaurate dove "bivaccare", è possibile anche pernottare in questi edifici. L'unico imperativo categorico è: non sporcare, non inquinare, rispettare mare, terra e cielo. La riserva interessa solo la "terra" dello Zingaro, mentre per quanto riguarda il mare l'unico divieto è quello di avvicinarsi col motore della barca acceso a più di 300 metri dalla costa. I fondali di San Vito Lo Capo si prestano benissimo anche alle immersioni subacquee: le alte orlate delle tante secche che si trovano a poche centinaia di metri dalla costa offrono uno scenario splendido, adatto per la fotosub.  In alcune zone basta superare i 40 metri per trovare i primi rami di corallo rosso, piccoli e di nessun valore commerciale, ma ambitissimi dai fotografi. Per chi pesca in apnea, la secca del Faro (fondali da 4 a 30 metri) è in grado di regalare grandi emozioni (saraghi e ombrine le prede più comuni). Nel 1300 il corallo di Trapani, San Vito lo Capo e Bonagia, era noto in tutto il Mediterraneo, e ritenuto della migliore qualità. Sugli scogli di Cala Mancina e del "Taglio Spada" (un precipizio sottomarino ad un miglio e mezzo dalla riva) il meraviglioso corallium rubrium, l'oro rosso del nostro mare, vive ancora, ed è possibile acquistarne qualche bel ramo finito per caso fra le reti dei pescatori. Tutti i fondali attorno al capo San Vito sono ricchissimi di testimonianze di antichi traffici marittimi: anfore di diversa età e soprattutto ancore in piombo (IV secolo a.C. - V secolo d.C.) che i vascelli del tempo abbandonavano sul fondo per l'arrivo della flotta nemica, per un fortunale improvviso, o più semplicemente perché incastrati tra le rocce del fondo. La ricchezza dei reperti è la prova dell'importanza del Capo Egitarso nelle rotte marine mediterranee di duemila anni addietro. Un relitto arabo normanno (databile intorno all'anno 800) è affondato su un fondale di circa 25 metri proprio davanti al capo San Vito, studiato, fotografato e recuperato dal 1993 al 1995 per conto della Soprintendenza ai Beni Culturali.

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